La Riforma Cartabia e le riflessioni sui procedimenti familiari.

Il giorno 28 febbraio 2023 è entrata in vigore la legge c.d. Riforma Cartabia disciplinata dal D. Lgs. N. 149/2022.
L’art. 3 comma 33 del D. Lgs. 149/2022 introduce diverse novità in materia di diritto di famiglia che risultano estremamente rivoluzionarie nel procedimento civile in materia di separazioni, divorzi, convivenze di fatto, regolamentazione dell’affidamento e mantenimento dei figli.
Lo scopo principale di quanto revisionato dalla riforma è quello di rafforzare la tutela di ciascun minore indipendentemente dal rapporto dal quale sono legati i genitori di quest’ultimo.
Si rivela, pertanto, utile riportare le principali novità introdotte dalla riforma, a tutela dell’interesse del minore.
Anzitutto si significa che, a partire dall’ 1 marzo 2023 il Tribunale competente per l’instaurando procedimento viene individuato sulla base della residenza abituale dei figli.
Il procedimento, inoltre, deve iniziare entro 90 giorni che si calcolano dal momento del deposito del ricorso sino all’udienza di comparizione delle parti: nel caso in cui vi sia un rischio di pregiudizio imminente e irreparabile, il Giudice, prima dell’udienza fissata, può comunque emettere i provvedimenti a tutela dei figli.
Nel caso in cui il minore rifiuti di avere contatti con un genitore o se un genitore ostacola l’altro nel rapporto con il figlio, il giudice dispone l’abbreviazione dei termini processuali stante la necessità di tutela delle relazioni familiari.
Per ciò che concerne il ruolo del minore all’interno del procedimento si dà atto che la normativa ha rafforzato tale istituto prevedendo i casi di nomina obbligatoria del Curatore speciale del minore ed altresì disponendo l’obbligo dell’ascolto del fanciullo che abbia compiuto i 12 anni ovvero sia capace di discernimento.

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